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La ragazza che ero, la riconosco

Schegge di autobiografia femminista

Descrizione

Molte donne, nei primi anni ’70, partecipano al movimento femminista che riempie le piazze in tutta Italia. Anche a Genova accade, ma, oltre ai cortei, quelle giovani donne fanno anche un lavoro più nascosto, riunendosi in collettivi nelle case e nelle sedi che la politica povera della sinistra extraparlamentare poteva mettere a disposizione in quegli anni. Quel lavoro, vera e propria pratica politica definita “autocoscienza”, che era un sedersi in cerchio in piccoli gruppi consentendo a ciascuna di parlare partendo da sé, ha segnato la vita di tutte e l’eredità che le ragazze del ’68 lasciano alle donne venute dopo. Perché sono diventate femministe? Come mai quella scelta ha cambiato la loro vita? A quarant’anni di distanza, dieci protagoniste di quel collettivo femminista genovese si sono rincontrate, per raccontare che cosa è successo nel frattempo a ciascuna di loro e al mondo. In queste autobiografie le autrici illuminano una stagione di impegno e passione ancora troppo lacunosamente ricostruito, affondando nella storia personale di ognuna, nelle differenze di classe, nelle reciproche relazioni e nelle vicende di una città, dal dopoguerra a oggi.

Le autrici: Maria Alacevich, Marta Baiardi, Rossana Cirillo, Maria Pia Conte, Silvia Neonato, Marina Olivari, Giulia Richebuono, Giovanna Sissa.

In appendice: Elvira Boselli, Francesca Dagnino


ARTICOLI, RECENSIONI E…

Recensione
(Graziella Gaballo, Quaderno di Storia Contemporanea, n. 63 del 2018)

A Genova, schegge femministe
(Alessandra Pigliaru, il manifesto, 28 aprile 2018)

Silvia Neonato a Fahrenheit RaiRadio 3 il 19 marzo 2018

      Ascolta l'intervista

Schegge di vita (e lotta) femminile
(Camilla Tagliabue, Il Sole24Ore, 18 marzo 2018)

Silvia Neonato a TG Buongiorno regione Liguria (8 marzo 2018)

 

Il ’68, il femminismo, una città che si chiama Genova: che storia ragazze!
(Marina Piazza, CultWeek, 24 febbraio 2018)

Genova, dal graffio femminista a un ape rosso: tutto è cominciato così
(Giulia Cassini, Il Secolo XIX, 15 febbraio 2018)

“La ragazza che ero, la riconosco” alla Biblioteca Universitaria
(Annissa Defilippi, Il Secolo XIX, 13 febbraio 2018)

Giravamo baldanzose in gruppo
(Gisella Modica, LetterateMagazine, 12 febbraio 2018)

Il ’68 in ritardo delle femministe. “Così ci siamo liberate dai tabù”
(Donatella Alfonso, La Repubblica, 11 febbraio 2018)

Femministe felici. Le ragazze del ‘68, 50 anni dopo
(Barbara Mapelli, La 27Ora del Corriere della Sera, 1 febbraio 2018)

Recensione
(Marta Ajò, Donne ieri oggi e domani, 30 gennaio 2018)

Quel collettivo di femministe genovesi ha fatto la storia
(Bia Sarasini, Il Secolo XIX, 23 gennaio 2018)

Le ragazze che eravamo
(Silvana Mazzocchi, Repubblica.it, 17 gennaio 2018)

PRESENTAZIONI E DISCUSSIONI

SCHEDA

  • Altezza : 23
  • Larghezza : 16
  • Pagine : 254
  • Data di pubblicazione : dicembre 2017
  • Isbn : 9788862523974

BIO

Silvia Neonato

Silvia Neonato, giornalista, genovese, vive a Genova. Organizzatrice di eventi culturali, è socia della SIL, di cui è stata presidente nel biennio 2012-2013. Ha debuttato su il manifesto, ha diretto il magazine Blue Liguria ed è nella redazione di Leggendaria. Ha lavorato a Roma per molti anni, nella redazione del giornale dell’Udi Noi donne, a Rai2 (nella trasmissione tv Si dice donna) e Radio3 (a Ora D), per poi tornare a Genova, al Secolo XIX, dove ha anche diretto le pagine della cultura. Fa parte del direttivo di Giulia, rete di giornaliste italiane. Ha partecipato con suoi scritti a diversi libri collettanei.