Descrizione
«Confesso che non è stato facile per me decidermi a scrivere questo libro. Ero terrorizzato all’idea di questa confessione di un attore italiano di teatro, cinema e Tv, noto, stimato, premiato, ancora in attività. E a tutt’oggi ancora non so perché l’ho fatto. Per salvare chi sta annegando? Per umiltà? Per amore di me? degli altri? Per amore della Verità? No, non l’ho fatto per amore della verità, l’ho fatto per amore, timor di Dio, cui devo tutto, la mia morte e la mia rinascita, il miracolo della mia resurrezione. Spero che la mia esperienza confessata in questo scritto serva a qualcuno».
Toni Bertorelli, attore, regista e scrittore italiano, racconta la sua storia. Nato e cresciuto in anni di grandi prospettive e possibilità, rivela sin da bambino una sensibilità artistica particolare, che lo eleva dalla media, ma che lo rende però anche molto fragile, segretamente insicuro e vulnerabile. Ed è proprio per far fronte a queste sue fragilità che comincia prestissimo a ricorrere all’alcol, grazie al quale «i nervi si sciolgono, le paure svaniscono». Seguirono gli anni della gioventù, anni sbandati in cui si rivela il suo talento per la recitazione. Toni vive un lungo periodo ricco di arte, di entusiasmi, di soddisfazioni grandissime che si alternano a depressioni profonde, a litigate furiose, a botte da orbi con la giovane moglie, sbandata e fragile al par suo, ad amplessi disperati, a fughe impossibili. Sono anni in cui non ha alcuna certezza, nessun punto fermo, se non quello di sempre, l’approdo sicuro in cui trovare riposo e sollievo, calma e oblio di sé: l’alcol. Perché è questo il suo vero dramma. Anche quando arrivano il successo, i soldi, i riconoscimenti, i premi blasonati, anche quando è ormai un attore famoso e stimato, un uomo realizzato e padrone di sé, lui è in realtà un succube, è uno schiavo e il suo padrone è l’alcol. Vano ogni tentativo di liberarsene … l’alcol è per lui un demone potente che lo possiede e lo schiaccia. E lo avrebbe anche ucciso se non fossero arrivati gli Alcolisti Anonimi, i soli che con il loro esempio, la condivisione, il sostegno riescono veramente ad aiutarlo a uscire dalla schiavitù della bottiglia e a imparare ad accettarsi per quello che è: un essere fragile, vulnerabile, fallace, ma anche resistente, determinato nel perseguire un percorso di “salvazione”, umile nel sentirsi uguale agli altri, non più solo e, soprattutto, finalmente sobrio.
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Toni Bertorelli (1948-2017) ha effettuato gli studi classici. Ha recitato in teatro con Aroldo Tieri, Valeria Moriconi, Umberto Orsini, Luca De Filippo con la regia di Luca Ronconi, Peppino Patroni Griffi, Carlo Cecchi e Mario Martone. Nel cinema lo abbiamo visto con Marco Tullio Giordana (Pasolini un delitto italiano), Marco Bellocchio (Il principe di Homburg, L’ora di religione e Sangue del mio sangue), Nanni Moretti (La stanza del figlio e Il Caimano), Mel Gibson (Passion), Paolo Sorrentino (The Young Pope). Ha vinto il premio Flaiano, il premio Ubu e il premio Sacher d’oro. Per iacobellieditore ha pubblicato nel 2013 


